La mostra sull’architetto giapponese Toyo Ito si inserisce nel ciclo di manifestazioni annuali dedicate all’architettura contemporanea, che rappresenta da alcuni anni un appuntamento fra i più rilevanti di questo settore, in ambito nazionale e internazionale.
Anche in questa occasione l’architetto protagonista della mostra ha progettato un originale intervento di allestimento che, oltre a fungere da supporto per le opere da esporre, costituisce una personale interpretazione del rapporto con la straordinaria cornice monumentale dell’edificio palladiano.
Il tema del “mostrare” diventa così lo spunto per l’invenzione di un’opera architettonica che, sebbene effimera, coinvolge il visitatore in un racconto spaziale ed emozionale di grande intensità, nel tentativo di comunicare in modo compiuto un percorso artistico e una particolare ricerca formale.
Toyo Ito propone, con questo allestimento, una variazione sul tema della “trasparenza”, già sperimentato nelle sue ultime opere ed in particolare nella Mediateca di Sendai. In questo caso il processo mentale viene esteso alle modalità di illustrazione delle sue opere approdando senza esitazione all’uso di forme di comunicazione multimediali.
Al centro della mostra è collocata, infatti, una sala di proiezione a pianta ovale, all’interno della quale vengono riprodotti gli elementi architettonici tratti dal repertorio linguistico dell’architetto giapponese. I suoni sono curati da Ryoji Ikeda, compositore di importanti colonne sonore per il cinema.
Una serie di 19 tubi sospesi in tessuto traslucido leggero, alti 11 metri, illuminati dall’alto, costituiscono gli elementi caratterizzanti lo spazio espositivo, “colonne luminose” il cui leggero oscillare è appena percepibile. All’interno di ogni colonna un tavolo trasparente diventa ad un tempo schermo per la proiezione di immagini e supporto per i modelli.
Disegni esecutivi, testi, immagini e modelli, si sovrappongono e si mescolano all’interno di uno spazio del racconto assolutamente innovativo. Anticonvenzionale, multimediale e simultaneo, il linguaggio di Toyo Ito ricerca le modalità proprie della comunicazione mediatica contemporanea.
Il grande salone all’interno della Basilica Palladiana diventa così luogo meditativo, spazio all’interno del quale sostare. Ancora una volta, come già era stato per l’allestimento di Tadao Ando del 1995, la cultura architettonica giapponese mostra tutta la sua capacità di dialogare con l’occidente all’insegna del coraggio e del rispetto.




 
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